I RIGORI LI SBAGLIAN TUTTI…

L’argomento principale della scorsa settimana è stato quello dei rigori sbagliati. Ronaldo e Messi con i loro errori hanno impedito a Real e Barcellona di accedere alla tanto annunciata finale di Champions League. Molti quotidiani nazionali hanno aperto dibattiti sugli illustri precedenti, partendo naturalmente dal famoso rigore sbagliato da Roberto Baggio a Pasadena nella finale del campionato mondiale 1994. Ma siccome non sono limitato come certi giornalisti che sembrano ricordarsi solo di quel rigore calciato dal divin codino, apro anch’io la mia personale scatola dei ricordi partendo dal 1988, iniziando da quelli meno famosi. Prima che iniziate a leggere devo però avvertirvi che questo è un articolo lungo, il più lungo che abbia mai scritto su questo blog. Mettetevi quindi comodi e se non volete affaticare troppo gli occhi, stampatevi  questa mia lunga lista di ricordi.

  1. Juventus – Roma 1-0 campionato 1987-88, Tacconi para un rigore a Boniek

Bologna – Juventus 3-4 campionato 1988-89, Tacconi para  un rigore a Marronaro

Genoa – Juventus 2-3 campionato 1989-90, Tacconi para un rigore ad Aguilera

Bologna Juventus 0-1 campionato 1990-91, Tacconi para un rigore a Detari

Stefano Tacconi non era un grandissimo specialista nel parare i rigori, ne parava uno a stagione, ma in tutte le occasioni le sue prodezze risultavano decisive ai fini del risultato finale.

2. Ascoli – Juve 1-2 campionato 1989-90, Fabrizio Lorieri para un rigore a De Agostini.

Secondo me il miglior rigorista della Juve negli ultimi 25 anni non è Del Piero e neanche Baggio ma Luigi De Agostini, terzino per 5 stagioni nella squadra bianconera. Tirava di sinistro e sempre angolatissimo, in questa partita con l’Ascoli aveva già realizzato un penalty ma sul secondo Lorieri riuscì a neutralizzare il tiro del difensore bianconero. Il mercoledì successivo a questa partita, la Juve doveva giocare una partita di Coppa Italia contro la Sampdoria detentrice da due anni, era obbligata a vincere altrimenti sarebbe stata eliminata dal torneo. Si giocava a Torino, sul punteggio di 1-1 alla squadra bianconera viene concesso un rigore. De Agostini reduce dall’errore della partita precedente, prima di presentarsi sul dischetto chiede il permesso al suo allenatore Dino Zoff, che approva. De Agostini segna, Pagliuca intuisce ma non riesce ad intercettare l’angolatissimo tiro del bianconero, la Juve vince la partita 2-1 e successivamente si aggiudicherà la Coppa Italia.

3. Campionato mondiale di calcio 1990, lo spauracchio Goycochea.

L’Argentina approda alla finale del campionato mondiale superando nei quarti di finale la Jugoslavia ai rigori (nonostante un errore di Maradona) e in semifinale l’Italia sempre ai calci di rigore. Protagonista assoluto Sergio Goycochea, che para rigori a destra e a manca. Per gli azzurri e per noi italiani fu una grandissima delusione. Baresi, De Agostini e Roby Baggio realizzarono i loro penalty ma Serena e Donadoni, non proprio due specialisti, videro i loro i loro tiri respinti dal portiere argentino. Goycochea in quel campionato del mondo era partito come riserva di Pumpido, che però si infortunò e fu quindi rimpiazzato durante la seconda partita. In finale l’Argentina incontrò la Germania Ovest che vinse 1-0 grazie ad un rigore trasformato da Andreas Brehme, Goycochea sfiorò soltanto il pallone calciato dal tedesco, confermandosi comunque un vero specialista nel neutralizzare i tiri dagli undici metri.

4.Fiorentina – Juventus campionato 1990-91 1-0, Mareggini para un rigore a De Agostini.

Con l’arrivo in maglia bianconera, Roberto Baggio divenne il rigorista della Juve a scapito di Gigi De Agostini. Il fuoriclasse veneto era arrivato alla Juventus malvolentieri, il suo cuore era rimasto a Firenze. Succede quello che non doveva accadere e viene concesso un rigore alla Juve, Roberto Baggio, 23 anni e un carattere ancora fragile non se la sente e va dal compagno: “Gigi tiralo tu”. De Agostini tira e naturalmente sbaglia. Ma non è finita. Baggio quando viene sostituito si mette al collo una sciarpa della Fiorentina lanciata, dagli spalti. Apriti cielo! Tifosi bianconeri furiosi e tifosi viola in visibilio. La ferita rimane aperta fino ad un Juventus – Fiorentina 3-0, giocata a Torino il 25 aprile del 1993: rigore per la Juve, gol di Baggio che poi esulta a braccia alzate correndo verso i (finalmente) suoi tifosi.

5. Danimarca  – Olanda campionati europei  1992.

I rigori li sbaglian tutti belli e brutti. Così anche Van Basten, forse il più forte centravanti di tutti i tempi, si fa ipnotizzare da Peter Schmeichel e permette alla Danimarca di superare il turno e poi vincere l’Europeo dopo essere stata ripescata al posto della Jugoslavia. Una piccola rivincita Marco Van Basten se la tolse a fine anno, quando si aggiudicò il suo terzo pallone d’oro con il portiere danese che si piazzò al quinto posto.

6. Juventus – Milan 0-1 Sebastiano Rossi para un rigore a Gianluca Vialli.

Vialli non è mai stato un grande tiratore di rigori, ottimo centravanti ma con parecchi errori dal dischetto quando militava nella Sampdoria. Tra i suoi rigori sbagliati ricordo anche un tentativo fallito di “cucchiaio” ai danni di Marchegiani in un Sampdoria – Torino di Coppa Italia, errore che per fortuna sua non influì sul passaggio del turno da parte dei blucerchiati. In questo Juve– Milan, assente Roby Baggio, toccò a Vialli tirare il rigore, Sebastiano Rossi neutralizzò il penalty e successivamente anche il tentativo di respinta da parte di Casiraghi. Rossi, come spesso capita in questi casi, non avrebbe dovuto scendere in campo, il titolare era Francesco Antonioli reduce da una papera la domenica prima, trafitto da De Agostini (ancora lui) nel frattempo passato all’Inter. Antonioli scese in campo però si infortunò dopo uno scontro di gioco lasciando il posto al compagno.  Da allora Sebastiano Rossi divenne quasi insuperabile dal dischetto, e nella stagione 92-93 si rese protagonista di altre prodezze simili parando oltre a quello di Vialli anche altri rigori. Otto anni dopo Rossi, non riuscì a neutralizzare un rigore di Nakata e pensò bene di sfogarsi col povero Bucchi, rifilandogli un braccio teso da wrestler consumato e beccandosi così cinque giornate di squalifica.

7. Roma – Juve 2-1 campionato 93-94.

Anche Fabrizio Lorieri non era il portiere titolare della Roma, quando alla seconda giornata i giallorossi affrontarono la squadra bianconera allenata da Trapattoni. Sul risultato di 1-0 a favore della squadra di casa, la Juventus beneficia di un calcio di rigore, dal dischetto si presenta il solito Roberto Baggio e il tiro viene deviato sul palo da Fabrizio Lorieri. La Juve successivamente ha un’altra ghiotta occasione dagli undici metri. Baggio non se la sente di ritentare e lascia l’incombenza a Gianluca Vialli, che però come il compagno si fa ipnotizzare da Lorieri calciando fuori. Vialli in maglia bianconera ha tirato, tra campionato e Coppa Uefa 4 rigori, segnandone due e sbagliandone altrettanti per un poco onorevole 50% di realizzazione. Fabrizio Lorieri invece può vantarsi di aver neutralizzato in carriera ben 3 rigori alla Juventus in campionato.

8. Brasile – Italia, finale campionato del mondo 1994.

E qui arriviamo al famoso rigore calciato alto da Roberto Baggio, è lui il simbolo della sconfitta degli azzurri a Pasadena anche se prima avevano fallito anche Baresi e Massaro. Per l’Italia ancora una sconfitta dopo i calci di rigore. Niente da aggiungere, sono 18 anni che la menano con quel rigore sbagliato dal divin codino.

9. Campionati Europei 1996, Italia- Germania.

Dopo la finale persa ai rigori contro il Brasile, l’allora C.T azzurro Arrigo Sacchi non convocò più Roberto Baggio preferendogli nel suo ruolo Gianfranco Zola. Scelta opinabile ma legittima, il selezionatore era Sacchi e le decisioni spettavano a lui. Oltre alla posizione in campo, Zola ereditò da Baggio anche il ruolo di rigorista. Nella prima fase del torneo l’Italia si ritrovò avversarie nel girone, la Germania , la Russia e la Cecoslovacchia. Dopo aver battuto la Russia ed esser stata sconfitta dalla Cecoslovacchia di un giovane Nedved, diventò decisivo il match contro la Germania. Con una vittoria l’Italia passava il turno altrimenti andava fuori dal torneo. La partita si concluse 0-0 e Gianfranco Zola sbagliò il rigore decisivo, parato da Andy Kopke. A distanza di due anni dall’errore di Baggio, anche al fantasista sardo toccò ,seppur in tono minore, lo stesso destino.

10.  Roma- Lecce 3-1, campionato 1997-98.

Riccardo Maspero, bandiera della Cremonese, approda nel 1997 a Lecce, un ottimo acquisto  che viene arruolato anche nella mia squadra del fantacalcio. Quando al 38’ del primo tempo viene atterrato in area di rigore da Konsel e si presenta sul dischetto, pregusto già il +3 nella classifica di giornata. Davanti a lui non c’è però il portiere austriaco che è stato espulso per fallo da ultimo uomo ma il portiere di riserva Chimenti. Maspero tira e Chimenti para, il mio +3 diventa un-3 che mi costa la vittoria nella classifica di giornata della mia minilega. Riccardo Maspero a metà stagione passò poi al Torino, dove qualche anno più tardi in un sentitissimo derby contro la Juve, operò uno scavetto in prossimità del dischetto del rigore, risultato poi decisivo nel penalty calciato alto da Salas.

11. Juventus- Inter, campionato 1997-98.

L’Inter di Ronaldo va a Torino per giocarsi il campionato, ha un punto di svantaggio dai bianconeri di Lippi e intende colmare questo gap. È la partita del famoso fallo di Mark Iuliano su Ronaldo. Forse qualcuno ne avrà sentito parlare. Ceccarini non solo, non concede il rigore al fuoriclasse brasiliano ma sul contropiede successivo lo concede alla Juve per fallo su Del Piero, alimentando ancora più polemiche. Del Piero si fa parare il rigore da Pagliuca, ma di questo non ne ha più parlato nessuno.

12. Francia – Italia campionati mondiali 1998.

Ancora una sconfitta ai rigori nel campionato del mondo di calcio, Roberto Baggio si toglie subito il pensiero calciando e realizzando il primo rigore della serie, scacciando anche i fantasmi del passato. Stavolta il simbolo della sconfitta è la traversa colpita da Luigi Di Biagio, grande professionista e anche un buon rigorista, sicuramente migliore di Vialli.

13.Italia – Olanda campionati Europei 2000.

Ancora una volta il protagonista è un portiere che avrebbe dovuto essere il panchinaro. Gianluigi Buffon si infortuna e deve rinunciare a partecipare alla fase finale dei campionati europei. Il suo posto lo prende Francesco Toldo, un ottimo portiere che se è in giornata di grazia non fa rimpiangere nemmeno Benji Price. La partita dell’Italia sembra stregata, Zambrotta viene espulso per doppia ammonizione e lascia gli azzurri a giocarsi la finale in 10 uomini per quasi tutta la partita. Come se non bastasse vengono concessi due rigori all’Olanda, il primo calciato da Frank de Boer viene parato da Super Toldo, il secondo viene spedito sul palo dall’ex milanista Patrick Kluivert. Ancora una volta si va ai rigori dopo lo 0-0 scaturito dopo i tempi supplementari e non ci potrebbe capitare avversario migliore. Infatti se c’è una squadra negata quanto l’Italia nella lotteria dei calci di rigori questa è proprio la nazionale orange, Totti si permette di fare il cucchiaio a Van der Sar e noi ci permettiamo persino di mandare Paolo Maldini a calciare dal dischetto e sbagliare. Ci pensa Toldo a portare l’Italia in finale con altri due rigori parati,. Neanche Benji Price avrebbe potuto fare meglio!

14.Finale Champions League 2005 Milan – Liverpool.

La partita più pazza della storia, il Milan gioca un primo tempo assolutamente perfetto che si chiude sul 3-0 a suo favore. A mio parere i 45 minuti più ben giocati che abbia mai visto. Poi 6 minuti di buio e il Liverpool, incredibilmente pareggia. Si va ai calci di rigori e il portiere polacco dei Reds, Jerzy Dudek ne para tre, distraendo prima di ogni esecuzione i suoi avversari con atteggiamenti clowneschi. L’ultimo rigore dei rossoneri lo fallisce Andry Shevchenko, proprio colui che aveva calciato il penalty decisivo due anni prima contro la Juve.

15. Classe prima C – classe mista prima B e G. Scuola media inferiore Schiapparelli stagione 1988-89. Durante l’ora di educazione fisica, spesso capitava che il nostro docente, il professor De Rossi (nessuna parentela con il centrocampista della Roma) ci portava a giocare una partita di calcio. Noi della prima C, eravamo più forti dei rivali ma dopo alcune larghe vittorie (un clamoroso 12-1, replicato una settimana dopo con un altrettanto clamoroso 9-1) eravamo diventati spocchiosi e troppo sicuri dei nostri mezzi. Tutto ciò aveva generato una serie di sconfitte, e di conseguenza alcuni futili litigi in seno alla squadra. Uno dei motivi principali di discussione fu quello della scelta del rigorista. Grazie ad una mia brillante idea un accordo venne raggiunto: il rigore lo batteva chi subiva il fallo. Nell’incontro in questione, noi della prima C a pochi minuti dal termine eravamo sotto di un gol. Ricevo palla a centro area e mi appresto a calciare in porta quando vengo atterrato da un difensore avversario, un certo Marco Juliani, è rigore! Come da accordi mi presento io sul dischetto ma i miei compagni non ci stanno: almeno la metà della classe vuole tirare il penalty, io non desisto e riesco faticosamente a convincerli di fare tirare a me il rigore. Il clima non è dei più tranquillizzanti, alle mie spalle sento gli acidi commenti dei miei compagni certi del mio errore. Io sorrido sicuro. Guardo negli occhi il portiere, e poi guardo l’angolo della porta alla sua destra, una breve rincorsa e poi calcio alla sua sinistra lasciandolo immobile al centro della porta con la palla fuori bersaglio di almeno un metro.

Potrei andare ancora avanti con i miei ricordi ma mi fermo qui, non parlerò dell’errore di Trezeguet nella finale dei mondiali che regalò all’Italia calcistica il quarto titolo della sua storia e non parlerò neanche dell’errore dal dischetto di Pietro Paolo Virdis  (il suo primo errore in serie A)durante un Milan- Pisa che mi costò un tredici al Totocalcio nel 1989.

http://nulladie.wordpress.com/2014/02/21/lamore-e-il-calcio-ai-tempi-di-holly-e-benji/

 

I rigori li sbaglian tutti…

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Dopo lunghe riflessioni ho deciso di creare il mio blog: di che cosa parlerò non lo so, so solo di che cosa non parlerò e cioè di politica. Cercherò di combattere la mia nota incostanza che potrebbe farmi abbandonare quanto prima questo progetto aggiornando frequentemente il blog ma so già che non ci riuscirò come la maggior parte delle persone che hanno avuto questa originale idea. Allora perché farlo? Non lo so! So solo che non parlerò di politica…
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